Quando imparare una lingua straniera? C’è speranza per tutti

QUANDO imparare una lingua straniera? Qual‘è l’ età migliore per imparare le lingue? La risposta che tutti hanno sulla punta della lingua (pardon!) è invariabilmente la STESSA: da bambini! Secondo una ricerca condotta da Joshua Hartshorne in collaborazione con Steven Pinker e Joshua Tenenbaum invece, questa “età dell’oro linguistico” potrebbe estendersi  molto più in là , fino a 17 o addirittura 18 anni.

Lo studio condotto da Hartshorne e recentemente pubblicato sulla rivista  Cognition  è il più importante articolo mai raggiunto per lavori di questo tipo: 670.000 attori di tutto il mondo hanno partecipato a un test on-line che, con le parole di un anonimo (come da consuetudine) giornalista di The Economist ,ha creato un quiz per indovinare la madrelingua del partecipante. Questo quiz è diventato virale. Il punto, tuttavia, è di testare sulle persone che studiano l’inglese, come lingua straniera, la conoscenza di aspetti grammaticali e vedere com’è correlata all’età in cui hanno iniziato ad apprendere la lingua.

Da tempo, gli studiosi credono all’esistenza di una  finestra di età ideale per imparare una lingua straniera, ed effettivamente questa finestra si situa durante l’infanzia. Ma perché succeda, è ancora un mistero.

Per alcuni aspetti è un  fattore biologico : l’età migliore per imparare le lingue è quella in cui l’elasticità del cervello è maggiore, quindi quando si è bambini.

Secondo altri, tra cui il noto filosofo Steven Pinker esiste un «istinto specifico  per l’apprendimento linguistico, quando il cervello è così affievolisce perché, in termini evolutivi, non è più necessario» .

Altri ancora ritengono che, più semplicemente, sono  immersi in un ambiente e in circostanze più adatte : «sono più motivati ​​a comunicare con chi si prende cura di loro e imitare i coetanei, e non temono di commettere errori», cosa che invece può frenare non poco gli adulti e, forse ancor più, gli adolescenti.

Ci sono poi studiosi che  distinguono tra grammatiche e aspetti per così dire “sonori”: è l’accento di un madrelingua, secondo costoro, che può essere raggiunto solo in una finestra temporale, non la conoscenza grammaticale. Per il primo, meglio avviare un’esposizione di una lingua straniera ai bambini quando sono ancora piccolissimi, magari sotto forma di filastrocche e canzoncine.

Per quanto riguarda la seconda, invece, lo studio di Hartshorne sembrerebbe confermare il vero modo di conoscere una lingua straniera non risente di particolari differenze se lo studio è incominciato a cinque oppure a dieci anni. Certo è che, passata questa soglia, il tempo prima di raggiungere il momento di calo che incomincia a 17/18 anni non è più moltissimo, quindi in effetti è meglio non indugiare troppo – per intenderci: inserire nei programmi scolastici i corsi di lingua straniera soltanto a 11 anni, come succedeva negli anni ’80 e ’90, non era francamente la scelta migliore.

Poi, per carità: il fatto che non ci sia un’ età migliore per imparare le lingue non mi ha impedito di appropriarmi discretamente bene dell’inglese e del francese e di farli diventare, da insegnante, lo strumento principale del mio lavoro. E anche di gran parte della mia vita.

Fonti
Dalla bocca delle  ragazze , The Economist, 12-18 maggio 2018.

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