L’evoluzione dell’inglese: Word of the Year e New Entry

L’inglese, come tutte le lingue parlate del mondo, è una lingua viva. Se, però, in questo caso si tratta più di un divertimento collettivo, il concetto di lingua viva è molto più profondo e complesso. Non si tratta solo della nascita di linguaggi fittizi, ma di un’evoluzione continua che, in base agli eventi storici e sociali, aggiunge nuove parole al vocabolario e dà nuova importanza a parole che già esistono.

È importante tenere traccia di questa evoluzione linguistica per rimanere al passo con la contemporaneità e capire come la lingua inglese ne segua gli sviluppi. Si imparano così nuovi termini e se ne comprende meglio il significato e l’origine. Il contesto anglofono ricreato per ogni tappa si avvale, infatti, degli Anglos, i madrelingua che parlano la lingua moderna, quella degli uffici, dei ristoranti, dei negozi e di tutti i luoghi pubblici. La conoscenza dell’inglese parlato nella quotidianità è un vantaggio enorme per migliorare le proprie conoscenze e aiuta nel tempo libero, ma soprattutto nel lavoro.

Nel caso specifico poter fare esperienza di pratica della lingua (ListeningSpeaking e Comprehension) nelle conversazioni One-to-one è il miglior modo per stare al passo con l’inglese facendo pratica con l’ascolto di pronunce e accenti differenti e delle espressioni e termini di uso comune.

È facile entrare in contatto con gli aggiornamenti della lingua con due eventi che si ripetono ogni anno:

  • la scelta della Word of the Year, eletta dai principali dizionari ed editori alla fine di ogni anno
  • la selezione delle New Entry, cioè parole che entrano ufficialmente a far parte del dizionario inglese

Word of the Year – la parola simbolo di un anno

Word of the Year significa letteralmente “parola dell’anno”, cioè quella parola che per frequenza di utilizzo o particolare significatività diventa il simbolo dell’anno appena trascorso. Approfittiamo dei primi giorni del 2019 per dare uno sguardo indietro e riesaminare il 2018 attraverso le parole chiave che l’hanno caratterizzato. La scelta della Word of the Year spetta a dizionari, editori, a volte anche testate giornalistiche particolarmente importanti, e mette insieme tutti i frammenti dell’anno tra eventi e fenomeni culturali che hanno avuto una grande risonanza a livello mondiale.

Word of the Year 2018 secondo il Collins Dictionary è:

single-use 

in italiano “monouso”, comunemente riferita a quei prodotti usa e getta, spesso di plastica, al centro di una vera e propria battaglia per la salvaguardia dell’ambiente. Si sta cercando di limitare l’uso dei prodotti single-use che stanno lentamente distruggendo l’ecosistema e la catena alimentare. Principale indiziata la plastica che è nelle stoviglie usa e getta, nelle bottiglie, cannucce e persino nei cotton fioc. Secondo l’analisi etimologica dei lessicografi del Collins, l’uso della parola single-use è quadruplicato a partire dal 2013, cioè da quando è stata usata in un documentario della BBC “Blue Planet II”, dedicato proprio alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.

Word of the Year 2018 secondo Oxford Dictionaries è:

toxic” 

cioè l’aggettivo “tossico”. In qualche modo continua il trend ambientalista, ma i dizionari Oxford ampliano il concetto scegliendo un aggettivo spesso riferito all’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti, ma che ha applicazioni in molti altri ambiti. Toxic masculinity, per esempio, è spesso apparso nelle news come definizione di quella cultura tossica, per l’appunto, che stereotipa la mascolinità. Ma toxic è anche riferito alle relazioni complicate, Toxic relationship, all’alga che infesta i mari in particolari periodi dell’anno, Toxic algae, all’aria e ai gas, Toxic air e Toxic gas.

Word of the Year 2018 per la Merriam-Webster è:

justice” 

“giustizia”, scelta perché ricercata nei dizionari dell’editore americano per ben il 74% in più rispetto ai dati del 2017. Esempi del frequentissimo uso della parola nel 2018 sono racial justicesocial justicecriminal justiceeconomic justice, come riportato dalla motivazione ufficiale, termini tutti molto usati nel contesto economico-sociale che stiamo vivendo. Spesso ci ritroviamo ad interrogarci su quale sia il significato più vero e preciso della parola giustizia ed è anche per questo che è stata scelta da Merriam-Webster.

Word of the year 2018 per l’Australian National Dictionary Centre è:

Canberra bubble” 

una espressione per la prima volta apparsa nei media australiani nel 2001 e che si riferisce all’atteggiamento di politici, burocrati e giornalisti politici autoctoni, che fa convergere la politica solo su Canberra, la capitale australiana. Fuor di metafora, la Canberra bubble è un modo per dire che la politica australiana pensa solo agli affari di palazzo e non ai problemi della gente.

a Word of the year 2018 per Dictionary è:

misinformation” 

ovvero “cattiva informazione”, quella tendenza tutta contemporanea al diffondersi di notizie non completamente verificate e, spesso, errate. Dictionary precisa anche le differenze tra misinformation e disinformation, spesso ritenute sinonimi. La Disinformation implica che ci sia una intenzione dietro il diffondersi di notizie non corrette, un atto deliberato, mentre nel caso della Misinformation le persone credono genuinamente alla notizia diffusa e la condividono in buona fede. Per citare Dictionary:

So, the difference between misinformation and disinformation comes down to intent.”

Le New Entry del dizionario

Quali nuove parole sono entrate a far parte dei dizionari britannici, americani e australiani negli ultimi mesi? I numeri sono impressionanti: solo Merriam-Webster, per esempio, ha dichiarato l’entrata nel suo dizionario di ben 850 parole nuove nel 2018. Ne elenchiamo alcune tra le più curiose tra quelle selezionate.

Neologisimi: 

  • Cryptocurrencyquella che in italiano chiamiamo criptovalutauna valuta digitale le cui transazioni sono regolate dai principi della crittografia. La più famosa è il Bitcoin.
  • Wordie, ovvero word lover. Sulla falsa riga di Foodie, cioè amante del cibo, adesso possiamo definire gli amanti delle parole.
  • Glamping, ovvero il trend secondo il quale sono tornate di moda le vacanze nei camping, ma di lusso. La parola non è altro che la fusione di Glamorous e Camping.
  • Mansplain, che definisce la tendenza di alcuni uomini a dare spiegazioni non richieste e inopportune.
  • Hangry, aggettivo che definisce quella particolare condizione di nervosismo che sorge quando si ha fame, sintesi di hungry e angry.

 

Parole prese in prestito da altre lingue:

  • Dal Giapponese Kombucha, bevanda fermentata a base di tè, e Kabocha, la zucca tipica della cucina asiatica.

Parole nate grazie al web:

  • To instagram, verbo che indica l’atto si scattare una foto e postarla su Instagram.

Parole derivanti dallo slang

  • Welp, versione slang di well, usata in contesti in cui c’è rassegnazione o molta incertezza a proposito di qualcosa. Questa la definizione di Urban Dictionary
  • Tomoz, una versione più informale di tomorrow. Questa la pronuncia esatta.
  • Bougie, un aggettivo che deriva da bourgeois, ovvero borghese, e che indica qualcosa di lussuoso e costoso per i parametri comuni.

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