L’esame di stato per la Scuola secondaria di primo grado


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Le indicazioni ministeriali per la Scuola secondaria di primo grado

Finalmente dopo tanta attesa sono arrivate le indicazioni dal MIUR su come svolgere gli esami finali del primo ciclo di istruzione in questo particolarissimo anno 2020, che ci ha visti per vari mesi in una sgradevole situazione di lockdown a causa dell’emergenza Covid-19, e con una sperimentazione di didattica a distanza che, in bene o in male, ci ha provati tutti e, in certo qual modo, ci ha cambiati

L’O.M. 9 del 16 maggio scorso conferma, per gli esami in questione, la presentazione, da parte degli alunni, di un elaborato finale su una tematica concordata con i docenti “in una logica trasversale di integrazione tra le discipline”. Tale elaborato potrà essere anche un lavoro digitale o un filmato e non solo un “classico” elaborato scritto; dovrà essere inviato ai docenti secondo le modalità scelte da ogni scuola e debitamente comunicate alle famiglie, e commentato oralmente da ciascun alunno, in modalità telematica, secondo un calendario stabilito dai dirigenti scolastici.
Ormai, da due anni a questa parte, i docenti di lingue straniere ci eravamo abituati a una sorta di stretto connubio durante gli esami e ci sembra abbastanza naturale portarlo avanti anche in questa versione 2020, pur non avendo un esame scritto da condividere.

Da dove partire?

Dal tema concordato con gli alunni e assegnato loro dai docenti.
È bene raccomandare ai nostri alunni che, indipendentemente dal lavoro che decideranno presentare (un tradizionale testo scritto o un lavoro digitale un po’ più dinamico), è necessario che preparino una mappa in cui evidenzino i collegamenti interdisciplinari che sono riusciti a trovare in base al tema loro assegnato. Esistono tanti tutorial in rete che spiegano ai meno pratici con l’informatica come realizzare queste mappe con gli applicativi più comuni.

Sicuramente la raccomandazione più grande che dovremmo fare è quella di scrivere una buona motivazione sul tema e sui collegamenti realizzati, nell’ottica di personalizzare il più possibile il lavoro e capire, pur implicitamente, il grado di conoscenza degli argomenti illustrati: un alunno che spiega il come e il perché un argomento di una determinata materia si collega al tema trattato significa che sa di cosa sta parlando e non sarà necessario continuare a indagare con domande meramente contenutistiche; se proprio vogliamo chiedere qualcosa, e riteniamo che l’alunno in questione abbia buone capacità di esprimersi in lingua straniera, potremmo rivolgere domande che stimolino la riflessione e la critica. Agli alunni con bisogni educativi speciali che hanno seguito un PDP, potremmo indicare di approfondire un testo di civiltà già studiato durante l’anno e che si colleghi al tema assegnato, e suggerire di corredarlo con delle immagini per poi svolgere accertamento linguistico chiedendo la descrizione dell’immagine o delle immagini inserite nella mappa.

Idee di aggancio al tema per le lingue straniere

  • Partire da un testo di civiltà o attualità affrontato durante l’anno, suggerendo alcuni aspetti da approfondire.
  • Partire da un libro letto durante l’anno (anche in versione facilitata) per parlare di come nel racconto si evinca il tema che stiamo trattando. Per esempio Nelson Mandela o Martin Luther King (per agganciarli al tema dei “diritti umani”… è sempre bene riportare i temi all’attualità e all’esperienza personale dei ragazzi.
  • I nostri studenti sono parecchio tecnologici, almeno la stragrande maggioranza, e riescono a realizzare dei lavori digitali con il semplice cellulare, attraverso delle app che permettono anche la sovrimpressione di testi o l’inserimento di un sottofondo musicale. Quindi si potrebbe partire da un’attività (probabilmente realizzata durante il triennio) abbastanza coinvolgente come quella di realizzare una video ricetta e chiedere di aggiustare o rifare il video in lingua straniera su un piatto tipico di un paese anglofono, francofono… aggiungendo i sottotitoli in italiano. Da lì collegare altre materie come geografia (il continente di quel paese del cui piatto tipico stiamo parlando), scienze (vitamine, proteine ed energie provenienti dal cibo), tecnologia (il mercato equo-solidale), ecc.
  • Partire dall’Agenda ONU 2030 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile Globale, alcuni dei quali sicuramente sono stati trattati, durante l’anno, anche in modalità trasversale con i colleghi di altre discipline. Anche in questo caso, data la complessità di alcuni temi, si può sempre adeguare il livello, in sede di discussione orale, facendo descrivere delle opportune immagini inerenti al tema o chiedendo opinioni personali su di esso.

Questi sono solo alcuni spunti per guidare i nostri ragazzi nell’ormai poco tempo che rimane per la conclusione e sono sicura che la fantasia di noi docenti di lingue straniere può arrivare anche oltre, sempre con l’obiettivo di far capire quanto sia importante sapersi esprimere e comunicare in altre lingue proprio in un periodo in cui ci siamo sentiti globalmente accomunati vivendo questa strana e surreale situazione, e sempre con il pallino di dimostrare quanto sia divertente parlare una lingua straniera, anche all’esame 2020.

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