Learn Holiday Vocabulary, Fast!

I’m Stefania and I’ve taught English for over 12 years and I’m here to help you with your language learning.

In today’s lesson, I go through some of the vocabulary you might need when travelling abroad.

Useful Travelling Vocabulary

Tourist

When you go on holiday to another city or town for pleasure, you’re a tourist.

Sightseeing

Normally when you are a tourist you will do a lot of sightseeing. This word is easy to remember, because you are going to see the sights!

Before we do any sightseeing. You will need to drop off your luggage at the hotel.

Luggage

Your luggage is all of your possessions which you have taken with you. This could be your suitcase or backpack.

Lift or elevator?

Once you have checked into the hotel. You can take the lift to your room. In the US, we call  lift an elevator.

Unpack

One you have made it to your room. You will need to unpack.

Unpack means to remove things from your suitcase or backpack.

Room service

After this, you might decide to call room service and relax before taking a tour around the city. Room service is when you order services to your room, this could be drinks, food or asking for your favourite magazine or newspaper.

Guidebook

Before you head out to explore, you will need to make sure you have your guidebook. A guidebook is a book that gives information about specific places. They always include helpful hints and tips.

Now you have the vocabulary, all you need to do is book a holiday!

Learn with www.loradinglese.it

With me, you can learn even more useful vocabulary, grammar hints and tips, and language skills. You can choose to study English, Business English, English grammar or vocabulary. Find out more today by visiting my website.You can also connect with me on my social channels. Check out my Facebook and Instagram

La prova di lingue del nuovo Esame di Stato

Siamo ormai agli sgoccioli! La scuola sta finendo e tra poco inizieranno gli esami conclusivi per moltissimi studenti. Anch’io, da docente di lingua inglese, presiederò agli esami di Stato conclusivi del primo ciclo d’istruzione. Ci sono delle novità a riguardo che a breve vi descriverò.

A partire dall’anno scolastico 2017/18 sono state apportate delle integrazioni e innovazioni all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione che ne hanno cambiato, in parte, i connotati.

Tra le novità probabilmente quella che ha sollevato più polemiche è stata l’unificazione delle due lingue comunitarie studiate in un’unica prova con un unico voto.

Analizzando meglio la normativa di riferimento, ovvero:

  • Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato).
  • Decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741 (Esami di stato primo ciclo).
  • Decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 742 (Certificazioni delle Competenze).
  • Nota ministeriale del 10 ottobre 2017, n. 1865 (Indicazioni su valutazione, certificazione competenze ed esame di stato primo ciclo).
  • Nota ministeriale del 9 maggio 2018, n. 7885 (Chiarimenti sull’esame, in particolare quello di lingue), troviamo risposte su come organizzare l’esame e come valutare le prove, e ci vengono indicate soluzioni ai dubbi ancora esistenti, forti anche dell’esperienza dell’anno scorso.

A livello organizzativo, la prova di lingue straniere viene preparata in tre fasi:

  1. La riunione di DIPARTIMENTO: i docenti delle lingue straniere discutono sulle varie tipologie e propongono quali presentare all’esame, scegliendole fra quelle elencate nell’art.9, comma 3 del DM 741. Quindi preparano le prove, tenendo conto del livello A2 del QCER per l’inglese e dell’A1 per la seconda lingua. È possibile preparare differenti prove anche della stessa tipologia (ad esempio tutte di comprensione del testo) in quanto in nessuna parte della nuova normativa viene vietato.
  2. La riunione PRELIMINARE dell’esame: La commissione predispone almeno 3 tracce fra le prove proposte dai docenti di lingue, costruendo le 2 sezioni della prova. Si definiscono i criteri comuni di valutazione delle prove (come specificato nella Nota 1865).
  3. Il GIORNO DELLA PROVA: la Commissione sorteggia, fra quelle preparate in preliminare, la traccia da fare svolgere agli studenti. La traccia va svolta interamente per entrambe le lingue e gli studenti non dovranno effettuare nessuna scelta, come avveniva in passato.

Secondo quanto stabilito dal DM 741 e meglio specificato nella Nota 1865, le tipologie di prove possono essere:
a)questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa E aperta;
b)completamento oppure riordino e riscrittura o trasformazione di un testo;
c)elaborazione di un dialogo su traccia articolata;
d)lettera o e-mail personale su traccia;
e)sintesi di un testo.

Considerando che il comma 1 dell’art.9 del DM 741 recita che la prova scritta di lingue “accerta le competenze di comprensione e produzione scritta” e che non tutte le tipologie assolvono in uguale misura tale compito, la normativa ci offre la possibilità di combinare all’interno della stessa traccia più tipologie.

Nel DM 741 la correzione si attribuisce alla Sottocommissione ma la Nota 7885 del maggio 2018 chiarisce che, essendo “una fase strettamente tecnica che richiede una specifica competenza disciplinar può essere effettuata dai soli componenti della sottocommissione della disciplina o delle discipline interessate”. Sarà poi l’attribuzione del voto (in decimi e senza frazioni decimali) che verrà ratificato dall’intera sottocommissione in plenaria.

Tanto la premessa al DM 741 come la Nota 7885 raccomandano di non far scaturire il voto unico dalla mera media aritmetica dei risultati nelle due lingue. È stato proprio questo lo scoglio più grande nell’esame dello scorso anno. Un po’ tutte le scuole hanno approntato sistemi e tecniche diverse per arrivare a definirlo.
Un esempio pratico potrebbe essere quello di:

  • Definire gli indicatori che si vogliono valutare (es: Produzione, Comprensione, Rielaborazione, ecc.);
  • Assegnare a ogni indicatore un certo punteggio massimo e descriverne i vari punti;
  • Sommare i punteggi parziali delle due lingue e poi trasformarli in decimi in base a una tabella di criteri predisposta in sede di Dipartimento e deliberata in sede di Preliminare d’esame.

In merito agli ultimi due punti (correzione e attribuzione voto), un consiglio pratico per agevolare la ratifica potrebbe essere quello di stabilire in preliminare che gli elaborati di seconda lingua vengano inseriti dentro i fogli degli elaborati di inglese; in questo modo il voto unico si trascrive solo sul foglio esterno della prova di inglese e la sottocommissione firma solo una volta.
È utile anche predisporre le copie necessarie delle griglie di valutazione, timbrarle, firmarle e inserirle all’interno delle prove; in questo modo, alle inevitabili aperture pacchi da parte delle famiglie rimarrà traccia anche dei risultati delle singole lingue.

Un ultimo sguardo lo dedichiamo all’art.14 del DM 741 che prevede:

Per alunni con DISABILITÀ
• Prove differenziate solo se necessarie e se previste nel PEI, con tutti i sussidi necessari.
• Tali prove hanno valore equivalente a quelle ordinarie.
• Se gli alunni H non si presentano gli viene rilasciato ugualmente un attestato valido per proseguire gli studi.

Per alunni con DSA
Prove scritte ordinarie, solo tempi più lunghi e misure dispensative / strumenti compensativi secondo quanto disposto nel PDP.

Per alunni DISPENSATI dalla prova scritta di lingue
La sottocommissione stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva.

Per gli alunni ESONERATI dall’insegnamento delle lingue
La commissione predispone prove differenziate, coerenti con il percorso svolto in sostituzione delle lingue straniere.

Attenzione: nel diploma finale e nei tabelloni affissi NON viene fatta nessuna menzione né della modalità di svolgimento né della differenziazione delle prove.

Non mi resta che augurare buon lavoro a tutti!

Le 10 frasi idiomatiche da portare con te in viaggio!

Febbraio volge ormai al termine e, superate le festività di carnevale, è già tempo di iniziare a programmare le prossime vacanze! C’è qualcuno che sbircia curioso le offerte migliori per la settimana di Pasqua o probabilmente c’è addirittura qualcuno che cerca già le destinazioni più esotiche per l’estate. E chissà, forse qualcun altro, amante della pianificazione, avrà già prenotato voli, hotel, auto a noleggio e guida turistica!

Che voi facciate parte della categoria dei pianificatori o dei l turisti last minute, che voi restiate in Italia o che oltrepassiate la frontiera, vorrei presentarvi alcuni idioms (frasi idiomatiche) legati al tema del viaggio, da portare con voi in valigia e da poter sfoggiare abilmente durante una conversazione in lingua inglese.

 

Ma cosa sono esattamente gli idioms?

Se già masticate un po’ l’inglese, vi sarete senz’altro accorti che il mondo anglofono adora esprimersi attraverso phrasal verbs e frasi idiomatiche, i cosiddetti idioms o idiomatic expressions. Le frasi idiomatiche sono dei modi di dire propri di una lingua, la cui traduzione letterale non ha senso logico, anzi risulta molto spesso bizzarra e può lasciare gli studenti, in questo caso della lingua inglese, molto perplessi! Per comprendere gli idioms inglesi va ricercato perciò il loro significato astratto.

Se vi capita, ad esempio, di sentire qualcuno dirvi “Break a leg” non preoccupatevi, non è crudele e non auspica certamente che voi vi rompiate una gamba, al contrario vi sta augurando Buona Fortuna! O ancora, se durante un acceso dibattito, vi diranno “Hold your horses” non sono certo ammattiti e vogliono che teniate a bada i vostri cavalli, ma piuttosto sarà un modo alternativo per dirvi che dovete calmare il vostro impeto e moderare il vostro tono di voce.

Confusi? Non preoccupatevi, non tutti gli idioms hanno dei significati così strampalati ed astratti. Alcune espressioni idiomatiche inglesi sono fortunatamente molto simili a quelle italiane e se ne può facilmente indovinare il senso. Volete provare ad imparali tutti? In bocca al lupo! Alcune ricerche hanno stimato che il numero totale degli idioms si avvicina a circa 25.000. Si, avete letto bene. Venticinquemila. Twenty-five thousand idiomatic expressions!

Well begun is half done! Chi ben comincia è a metà dell’opera! Allora, iniziamo subito e, come promesso, ecco una lista dei 10 idioms più frequenti legati alla tematica del viaggio.

1) Be at a crossroads –Trovarsi ad un bivio

Significa trovarsi in una situazione in cui bisogna prendere una decisione importante. Può anche significare letteralmente di trovarsi di fronte a dei cartelli stradali mentre si viaggia e non sapere quale strada inforcare.

Esempio: After earning my degree, I’m at a crossroads.

2) Bad news travels fast – Le cattive notizie veloci viaggiano veloci

Ancora una volta un’espressione non troppo ermetica! Si sa, solitamente la gente ha la tendenza a diffondere velocemente le notizie cattive e sfortunate piuttosto che quelle felici.

Esempio: How come you know that already? Well you know, bad news travels fast!

3) Jump on the bandwagon – Cavalcare l’onda

Significa seguire o entrare a far parte di un movimento che è diventato molto popolare o cambiare la propria opinione conformandosi ad un’ideale comune.

Esempio: After the Labour Party won the elections, most of their opponents jumped on the bandwagon.

4) To be in the same boat –Trovarsi nella stessa barca

Analogamente all’espressione italiana, viene utilizzato per indicare che due persone si trovano nella stessa situazione, generalmente spiacevole.

Esempio: Now that we’ve both been left by our partners, we are in the same boat.

5) To be in the driver’s seat – Essere in controllo della situazione

Letteralmente significa essere seduti al posto di guida e si usa quando ci si trova al comando di una situazione e si ha tutto sotto controllo, proprio come quando si guida una macchina.

Esempio: I am finally in the driver’s seat of my life.

6) To put the brakes on – Mettere un freno

Questa locuzione vuol dire porre un limite a qualcosa, nella sfumatura di moderare o fermare completamente, e può far riferimento a un comportamento, un’azione o un evento generico.

Esempio: The government has put the brakes on further spending.

7)Ship has sailed – Hai perso il treno!

Letteralmente significa che la nave è partita ed equivale alla nostra espressione italiana perdere un treno. E’ dunque un’espressione che si usa dunque per ammonire qualcuno che ha perso un’occasione e che ormai non c’è più niente da fare per cambiare idea.

Esempio: It’s too late now, the ship has sailed!

8) To live out of a suitcase – Vivere sempre con la valigia pronta

Quest’espressione sta ad indicare una persona che è continuamente in viaggio e soggiorna brevemente in molti posti. In virtù dei suoi spostamenti, deve avere la valigia sempre pronta per una nuova destinazione.

Esempio: Since I accepted this job, I’ve been living out of a suitcase.

9) Off the beaten track – In mezzo al nulla

Si usa spesso per indicare un luogo che si trova fuori mano, lontano dal centro città o generalmente poco frequentato. Ciò dipenderà dall’enfasi che si vuole dare. Potrà trattarsi di una zona desertica, di un pub isolato o di una location periferica.

Esempio: The house we were staying in was completely off the beaten track.

10) To sail through something – Superare qualcosa con facilità

Potrai sfoggiare questo idiom quando ti capiterà di affrontare una difficoltà con particolare facilità e sicurezza.

Esempio: I sailed through my FCE exam.

Non sono poi così difficili, vero? Adoperare questi idioms all’interno delle vostre conversazioni in lingua inglese, che sia con un amico, un familiare all’estero o un collega di lavoro, vi farà sembrare un vero madrelingua, arricchirà il vostro lessico e la vostra sicurezza nel parlato.






L’evoluzione dell’inglese: Word of the Year e New Entry

L’inglese, come tutte le lingue parlate del mondo, è una lingua viva. Se, però, in questo caso si tratta più di un divertimento collettivo, il concetto di lingua viva è molto più profondo e complesso. Non si tratta solo della nascita di linguaggi fittizi, ma di un’evoluzione continua che, in base agli eventi storici e sociali, aggiunge nuove parole al vocabolario e dà nuova importanza a parole che già esistono.

È importante tenere traccia di questa evoluzione linguistica per rimanere al passo con la contemporaneità e capire come la lingua inglese ne segua gli sviluppi. Si imparano così nuovi termini e se ne comprende meglio il significato e l’origine. Il contesto anglofono ricreato per ogni tappa si avvale, infatti, degli Anglos, i madrelingua che parlano la lingua moderna, quella degli uffici, dei ristoranti, dei negozi e di tutti i luoghi pubblici. La conoscenza dell’inglese parlato nella quotidianità è un vantaggio enorme per migliorare le proprie conoscenze e aiuta nel tempo libero, ma soprattutto nel lavoro.

Nel caso specifico poter fare esperienza di pratica della lingua (ListeningSpeaking e Comprehension) nelle conversazioni One-to-one è il miglior modo per stare al passo con l’inglese facendo pratica con l’ascolto di pronunce e accenti differenti e delle espressioni e termini di uso comune.

È facile entrare in contatto con gli aggiornamenti della lingua con due eventi che si ripetono ogni anno:

  • la scelta della Word of the Year, eletta dai principali dizionari ed editori alla fine di ogni anno
  • la selezione delle New Entry, cioè parole che entrano ufficialmente a far parte del dizionario inglese

Word of the Year – la parola simbolo di un anno

Word of the Year significa letteralmente “parola dell’anno”, cioè quella parola che per frequenza di utilizzo o particolare significatività diventa il simbolo dell’anno appena trascorso. Approfittiamo dei primi giorni del 2019 per dare uno sguardo indietro e riesaminare il 2018 attraverso le parole chiave che l’hanno caratterizzato. La scelta della Word of the Year spetta a dizionari, editori, a volte anche testate giornalistiche particolarmente importanti, e mette insieme tutti i frammenti dell’anno tra eventi e fenomeni culturali che hanno avuto una grande risonanza a livello mondiale.

Word of the Year 2018 secondo il Collins Dictionary è:

single-use 

in italiano “monouso”, comunemente riferita a quei prodotti usa e getta, spesso di plastica, al centro di una vera e propria battaglia per la salvaguardia dell’ambiente. Si sta cercando di limitare l’uso dei prodotti single-use che stanno lentamente distruggendo l’ecosistema e la catena alimentare. Principale indiziata la plastica che è nelle stoviglie usa e getta, nelle bottiglie, cannucce e persino nei cotton fioc. Secondo l’analisi etimologica dei lessicografi del Collins, l’uso della parola single-use è quadruplicato a partire dal 2013, cioè da quando è stata usata in un documentario della BBC “Blue Planet II”, dedicato proprio alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.

Word of the Year 2018 secondo Oxford Dictionaries è:

toxic” 

cioè l’aggettivo “tossico”. In qualche modo continua il trend ambientalista, ma i dizionari Oxford ampliano il concetto scegliendo un aggettivo spesso riferito all’ambiente e allo smaltimento dei rifiuti, ma che ha applicazioni in molti altri ambiti. Toxic masculinity, per esempio, è spesso apparso nelle news come definizione di quella cultura tossica, per l’appunto, che stereotipa la mascolinità. Ma toxic è anche riferito alle relazioni complicate, Toxic relationship, all’alga che infesta i mari in particolari periodi dell’anno, Toxic algae, all’aria e ai gas, Toxic air e Toxic gas.

Word of the Year 2018 per la Merriam-Webster è:

justice” 

“giustizia”, scelta perché ricercata nei dizionari dell’editore americano per ben il 74% in più rispetto ai dati del 2017. Esempi del frequentissimo uso della parola nel 2018 sono racial justicesocial justicecriminal justiceeconomic justice, come riportato dalla motivazione ufficiale, termini tutti molto usati nel contesto economico-sociale che stiamo vivendo. Spesso ci ritroviamo ad interrogarci su quale sia il significato più vero e preciso della parola giustizia ed è anche per questo che è stata scelta da Merriam-Webster.

Word of the year 2018 per l’Australian National Dictionary Centre è:

Canberra bubble” 

una espressione per la prima volta apparsa nei media australiani nel 2001 e che si riferisce all’atteggiamento di politici, burocrati e giornalisti politici autoctoni, che fa convergere la politica solo su Canberra, la capitale australiana. Fuor di metafora, la Canberra bubble è un modo per dire che la politica australiana pensa solo agli affari di palazzo e non ai problemi della gente.

a Word of the year 2018 per Dictionary è:

misinformation” 

ovvero “cattiva informazione”, quella tendenza tutta contemporanea al diffondersi di notizie non completamente verificate e, spesso, errate. Dictionary precisa anche le differenze tra misinformation e disinformation, spesso ritenute sinonimi. La Disinformation implica che ci sia una intenzione dietro il diffondersi di notizie non corrette, un atto deliberato, mentre nel caso della Misinformation le persone credono genuinamente alla notizia diffusa e la condividono in buona fede. Per citare Dictionary:

So, the difference between misinformation and disinformation comes down to intent.”

Le New Entry del dizionario

Quali nuove parole sono entrate a far parte dei dizionari britannici, americani e australiani negli ultimi mesi? I numeri sono impressionanti: solo Merriam-Webster, per esempio, ha dichiarato l’entrata nel suo dizionario di ben 850 parole nuove nel 2018. Ne elenchiamo alcune tra le più curiose tra quelle selezionate.

Neologisimi: 

  • Cryptocurrencyquella che in italiano chiamiamo criptovalutauna valuta digitale le cui transazioni sono regolate dai principi della crittografia. La più famosa è il Bitcoin.
  • Wordie, ovvero word lover. Sulla falsa riga di Foodie, cioè amante del cibo, adesso possiamo definire gli amanti delle parole.
  • Glamping, ovvero il trend secondo il quale sono tornate di moda le vacanze nei camping, ma di lusso. La parola non è altro che la fusione di Glamorous e Camping.
  • Mansplain, che definisce la tendenza di alcuni uomini a dare spiegazioni non richieste e inopportune.
  • Hangry, aggettivo che definisce quella particolare condizione di nervosismo che sorge quando si ha fame, sintesi di hungry e angry.

 

Parole prese in prestito da altre lingue:

  • Dal Giapponese Kombucha, bevanda fermentata a base di tè, e Kabocha, la zucca tipica della cucina asiatica.

Parole nate grazie al web:

  • To instagram, verbo che indica l’atto si scattare una foto e postarla su Instagram.

Parole derivanti dallo slang

  • Welp, versione slang di well, usata in contesti in cui c’è rassegnazione o molta incertezza a proposito di qualcosa. Questa la definizione di Urban Dictionary
  • Tomoz, una versione più informale di tomorrow. Questa la pronuncia esatta.
  • Bougie, un aggettivo che deriva da bourgeois, ovvero borghese, e che indica qualcosa di lussuoso e costoso per i parametri comuni.






Migliora l’inglese con le canzoni dei QUEEN

 

Sono convinta che la musica aiuti ad assimilare nuove strutture linguistiche ed ampliare il lessico.

Quando ho saputo di Bohemian Rhapsody, con Rami Malek, il film che racconta la storia dei Queen, non ho potuto resistere e ho deciso di aggiungere una lista delle loro canzoni.

I Queen sono famosi per la loro poliedricità e sperimentazione stilistica, le loro canzoni esplorano tutti i tipi di rock, dall’hard al glam, passando dalla rock opera al progressive. Le loro performance live, una su tutte il Live Aid al Wembley Stadium nel 1985, sono tra gli eventi live più ricordati e iconici della storia della musica. Dai un’occhiata più in basso per il video e altre informazioni!

I testi dei Queen sono fantastici anche per imparare l’inglese. Molte delle loro hit sono chiare e ripetitive con titoli che restano impressi nella mente, non è un caso che le loro canzoni siano usate nelle pubblicità e per eventi sportivi o show televisivi. We Are the Champions o We Will Rock You sono solo due dei loro inni conosciuti in tutto il mondo.

Ma i Queen sono molto più delle loro canzoni: come un camaleonte, hanno cambiato pelle durante la loro lunga carriera, rilasciando concept albums o scrivendo colonne sonore di film sempre con intelligenza e stile.

Vi presenterò 10 migliori canzoni dei Queen per aiutare gli studenti a farsi entrare in testa alcuni elementi linguistici della lingua inglese. It’s a Miracle!

Bicycle Race– Present Simple

La prima hit della selezione ha un testo semplice, montato su una struttura di accordi complessi, pieno di frasi al Present Simple, che esprimono il desiderio di Freddie di farsi una pedalata: “I want to ride my bicycle”. Estratta dall’album Jazz del 1978, è ricca di riferimenti alla cultura di quegli anni, come il Vietnam, Star Wars e lo scandalo Watergate. Tra l’altro, Brian May ha confermato che Freddie odiava andare in bicicletta!

I’m Going Slightly Mad– Present Continuous

Uno degli ultimi titoli rilasciati prima della tragica scomparsa di Freddie nel 1991. La canzone parla del declino mentale che il frontman stava subendo a causa dell’avanzamento dell’AIDS. Nonostante il tema serio del testo, il video musicale dà alla canzone un tono bizzarro, umoristico e leggero. È anche un esempio perfetto per capire il Present Continuous quando si tratta di cambiamenti!

Don’t Stop Me Now– Imperatives 

Per molti fan, questa è una delle canzoni più belle della band. Un’altra traccia estratta dall’album Jazz, ha un ritmo ispirato che ti entra nel sangue e ti contagia con la stessa energia di chi si sta divertendo davvero e non vuole fermarsi! Il titolo, ripetuto in tutta la canzone è un esempio perfetto di imperativo al Present Simple: “Don’t stop me!”, cioè non fermarmi. Molti pensano che la canzone sia un esempio della promiscuità di Mercury e del suo senso dell’umorismo. Il testo è molto ricco e fa trasparire il senso di essere “out of control”, cioè fuori controllo.

We Will Rock You– present/future promises

Quando pensiamo ai Queen, spesso li ricordiamo per questa canzone mentre un iconico Freddie Mercury incita la folla a cantare con lui. La canzone è cantata praticamente a cappella ed è un esempio da manuale dell’uso di “will” per fare una promessa: i Queen ci promettono noi vi culleremo (sintetizzando il duplice significato del verbo “to rock”, scuotere/cullare, con il nome rock, che identifica il genere musicale) usato per dare un senso di presente/futuro. Questa canzone è tra i momenti memorabili del grandioso concerto di beneficienza Live Aid del 1985 al Wembley Stadium. Troverai We Will Rock You al minuto 16.03 del video qui sotto, ma non azzardarti a saltare il resto! Ecco a te:

Somebody to Love– indefinite pronouns some-, any-, no- and every-

Una ballata rock con elementi gospel e armonie vocali complesse. È una tra le preferite dei fan. Il singolo è estratto dall’album A Day at the Races del 1976 e si interroga del ruolo di Dio in una vita senza amore. Inoltre mostra molto bene l’uso dei pronomi indefiniti in inglese. La canzone include l’uso ripetitivo di somebodynobody ed everybody (rispettivamente qualcuno, nessuno e ciascuno) impossibile da ignorare quando Freddie chiede Can anybody find me somebody to love?

The Show Must Go On– must for present obligation

In  questa canzone si trova le differenze tra MUSTt e HAVE TO. La canzone ha alcune somiglianze con I’m Going Slightly Mad e sono tratte entrambe dall’album Innuendo del 1991, prodotto in un momento difficile per la band. Freddie era così debole e malato che Brian May gli chiese se ce l’avrebbe fatta a cantare la canzone. Freddie bevve uno shot di vodka e disse “I’ll fucking do it, darling!”, e lo fece.

We Are The Champions– mixed tenses

Un’altra tra le canzoni più famose dei Queen. Apparsa nell’album News of the World è usata negli eventi sportive e nelle celebrazioni in tutto il mondo. Dimostra anche la fantastica varietà di tempi dell’inglese. All’inizio la canzone Freddie usa Present Perfect e Past Simple per descrivere eventi avvenuti nel passato o durati fino ad ora, ma passa al presente e al futuro con will per descrivere cosa avverrà. È anche abbastanza facile da imparare, rimane in testa ed è perfetta per ascoltare i tempi dell’inglese senza fare troppa confusione.

Have a good listening!!!






Metodo e strumenti di base per migliorare l’inglese

Un metodo semplice, ma efficace per mantenere nel tempo il tuo livello di inglese

In un sabato di novembre, mi sono concessa una giornata di planning e dare un  aiuto a tutti coloro che mi chiedono come migliorare il proprio inglese.

Parola d’ordine: PIANIFICAZIONE!

Dunque, quali sono gli strumenti essenziali per mantenere l’inglese nel tempo?

Io procederei così:

1) Prendi un foglio A4 bianco oppure il tuo calendario e guarda i tuoi impegni. Durante la settimana, quanto tempo hai per fare qualcosa in inglese? Sii realistico: se sono 5 minuti, sono 5 minuti, non 15. Scrivi quello che è, non quello che vorresti che fosse.

2) Specifica il tuo obiettivo: vuoi parlare meglio? Capire di più di quello che senti? O di quello che leggi? Da qui dipende cosa deciderai di fare.

3) Pensa a quale dispositivo usi di più (intendo: hai sempre a portata di mano). È il PC? Il tablet o lo smartphone?

4) Scarica le seguenti app:

ted.com: crea una playlist di video da < 6 minuti per iniziare;

bbc: esiste un’app per ogni corso proposto dalla BBC;

blinkist: vorresti leggere ma non hai tempo? Un riassunto in pochi punti di migliaia di libri di non-fiction;

feedly: segui i tuoi blog preferiti e leggi ogni giorno qualcosa in inglese;

duolingo: ottimo per i principianti e anche per costringersi a ripassare parole ogni giorno;

kindle: con l’app puoi leggere (grazie a Wordwise capirai anche le parole più difficili) e scaricare estratti gratuiti;

google podcast: per ascoltare tantissimi podcast, utili soprattutto in auto;

italki: per connetterti con insegnanti e studenti da tutto il mondo e gestire le tue lezioni di lingua direttamente dal tuo smartphone.

L’importante è preparare le risorse prima, provare e valutare cosa piace di più. Non tutte le risorse sono uguali o funzionano per tutti. E con la costanza creerai un sistema applicabile in modo continuo, che ti farà mantenere l’inglese senza sforzo.

 

 






The history of Halloween

The History of Halloween

Halloween is a holiday in many English speaking countries that is celebrated on the night of October 31st. Children wear costumes and they go to people’s homes saying “Trick or treat!” to ask for candy and then the people give it to them. People sometimes dress up asghostswitchesgoblins, and other scary things for Halloween.

The word Halloween is from Hallowe’en. This is a contraction of All Hallow’s Eve. All Hallow’s Eve is the day before the Catholic holiday All Saints holy day. All Saints holy day was once called All Hallows. This was short for All Hallowed Souls. Hallowed means holy.

This holiday All Saints holy day was made by Christian missionaries. It was the same day as a Pagan holiday. The missionaries came to areas where Pagans lived. They tried to make the Pagans believe in Christianity. So they made some Pagan holidays into Christian holidays.

The Pagan holiday that All Saints holy day replaced was the Day of the Dead. Many Wiccans and modern Pagans celebrate the Day of the Dead. This is a happy holiday (even though it says ‘Dead’). It is the day that the souls of dead people come back to Earth. So in Pagan religions it is not about scary things. It is about being with (remembering) family or friends who have died.

holiday – festa
to be celebrated – essere festeggiato
costume – maschera
candy – caramella
to dress up as – vestirsi in costume
ghost – fantasma
witch – strega
goblin – folletto
scary – che fa paura
contraction – restringimento, abbreviazione
holy – santo
missionary – missionario
pagan – pagano
to replace – sostituire
religion – religione

Trick or treat!  – Dolcetto o scerzetto?

Rispondi le domande! 

1.When is Halloween celebrated?

……………………………………………………………………………………………..
2.What do children say in order to get sweets?

……………………………………………………………………………………………..
3.What does the word hallowed mean?

………………………………………………………………………………………………
4.Where did the missionaries go and why?

………………………………………………………………………………………………

Answers: Halloween is celebrated on the night of October 31st./Children say „Trick or treat!” to ask for candy and then the people give it to them./Hallowed means holy. /The missionaries went to areas where Pagans lived to try to make them believe in Christianity.

 

 






Devo migliorare il mio inglese

Devo migliorare il mio inglese è forse una delle frasi più frequenti tra chi cerca un lavoro o vuole fare carriera, o semplicemente ama viaggiare e incontrare culture differenti.

Perché l’inglese è così importante?

  • L’inglese è la lingua ufficiale di 67 nazioni
    È parlato da circa 400 milioni di madrelingua in tutto il mondo
     È parlato da più di 2 miliardi di persone come seconda lingua
  • Il 55% dei contenuti web sono scritti in inglese, un trend in forte crescita
    •L’85% delle compagnie internazionali operano in inglese
    • L’80% di esse concorda nell’affermare che l’inglese è la chiave per il successo nel mercato globale

Nell’ultimo decennio le nuove tecnologie e i trasporti hanno rivoluzionato profondamente la nostra vita e la comunicazione; in questo scenario conoscere e parlare l’inglese è fondamentale per accedere ad una quantità di contenuti sensibilmente maggiore e offre opportunità di scambio incredibili.

L’importanza dell’inglese è tangibile anche e soprattutto nel mondo degli affari, per comprendere investitori e clienti internazionali, crescere, aggiornarsi e instaurare rapporti di scambio proficui.

Europa. Chi parla meglio l’inglese?

Recentemente è stato pubblicato uno studio con oggetto il livello di conoscenza della lingua inglese in Europa. L’Italia si attesta in coda, solo al 21° posto tra le 26 nazioni esaminate. Un risultato deludente, ma che di certo offre ampi margini di miglioramento.

Italia. Non è mai troppo tardi

Da tempo l’Italia ha compreso l’importanza dell’inglese in termini di sviluppo economico e culturale e cerca di colmare il gap di competenze rispetto ad altri paesi più all’avanguardia su questo fronte. I nuovi programmi scolastici e universitari hanno risposto a questa esigenza cruciale con l’introduzione di alcuni corsi tenuti esclusivamente in lingua inglese. Inoltre, sempre più aziende investono in formazione in lingua per migliorare il livello di inglese dei propri dipendenti e risultare più competitive sul mercato globale.

fonte:speakinitaly.com






Quando imparare una lingua straniera? C’è speranza per tutti

QUANDO imparare una lingua straniera? Qual‘è l’ età migliore per imparare le lingue? La risposta che tutti hanno sulla punta della lingua (pardon!) è invariabilmente la STESSA: da bambini! Secondo una ricerca condotta da Joshua Hartshorne in collaborazione con Steven Pinker e Joshua Tenenbaum invece, questa “età dell’oro linguistico” potrebbe estendersi  molto più in là , fino a 17 o addirittura 18 anni.

Lo studio condotto da Hartshorne e recentemente pubblicato sulla rivista  Cognition  è il più importante articolo mai raggiunto per lavori di questo tipo: 670.000 attori di tutto il mondo hanno partecipato a un test on-line che, con le parole di un anonimo (come da consuetudine) giornalista di The Economist ,ha creato un quiz per indovinare la madrelingua del partecipante. Questo quiz è diventato virale. Il punto, tuttavia, è di testare sulle persone che studiano l’inglese, come lingua straniera, la conoscenza di aspetti grammaticali e vedere com’è correlata all’età in cui hanno iniziato ad apprendere la lingua.

Da tempo, gli studiosi credono all’esistenza di una  finestra di età ideale per imparare una lingua straniera, ed effettivamente questa finestra si situa durante l’infanzia. Ma perché succeda, è ancora un mistero.

Per alcuni aspetti è un  fattore biologico : l’età migliore per imparare le lingue è quella in cui l’elasticità del cervello è maggiore, quindi quando si è bambini.

Secondo altri, tra cui il noto filosofo Steven Pinker esiste un «istinto specifico  per l’apprendimento linguistico, quando il cervello è così affievolisce perché, in termini evolutivi, non è più necessario» .

Altri ancora ritengono che, più semplicemente, sono  immersi in un ambiente e in circostanze più adatte : «sono più motivati ​​a comunicare con chi si prende cura di loro e imitare i coetanei, e non temono di commettere errori», cosa che invece può frenare non poco gli adulti e, forse ancor più, gli adolescenti.

Ci sono poi studiosi che  distinguono tra grammatiche e aspetti per così dire “sonori”: è l’accento di un madrelingua, secondo costoro, che può essere raggiunto solo in una finestra temporale, non la conoscenza grammaticale. Per il primo, meglio avviare un’esposizione di una lingua straniera ai bambini quando sono ancora piccolissimi, magari sotto forma di filastrocche e canzoncine.

Per quanto riguarda la seconda, invece, lo studio di Hartshorne sembrerebbe confermare il vero modo di conoscere una lingua straniera non risente di particolari differenze se lo studio è incominciato a cinque oppure a dieci anni. Certo è che, passata questa soglia, il tempo prima di raggiungere il momento di calo che incomincia a 17/18 anni non è più moltissimo, quindi in effetti è meglio non indugiare troppo – per intenderci: inserire nei programmi scolastici i corsi di lingua straniera soltanto a 11 anni, come succedeva negli anni ’80 e ’90, non era francamente la scelta migliore.

Poi, per carità: il fatto che non ci sia un’ età migliore per imparare le lingue non mi ha impedito di appropriarmi discretamente bene dell’inglese e del francese e di farli diventare, da insegnante, lo strumento principale del mio lavoro. E anche di gran parte della mia vita.

Fonti
Dalla bocca delle  ragazze , The Economist, 12-18 maggio 2018.






LIVING ABROAD: HOW TO IMMERSE YOURSELF IN A NEW CULTURE

When you move abroad, chances are, the culture and the lifestyle you’re moving into are somewhat different from the one you might know at home. Living abroad comes with plenty of challenges, one of which includes broadening your mind and expanding your knowledge on the culture you are now living in. The second challenge is to actually immerse yourself in that culture – and that can sometimes be much harder than expected. Here’s how you can immerse yourself in a new culture when you move abroad!

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HOW TO IMMERSE YOURSELF IN A NEW CULTURE WHEN LIVING ABROAD

  1. Open your mind

When I first moved to the UK, my mind was already full of prejudice about the British life. I had to constantly remind myself that these were just stereotypes and they don’t actually represent how the British live.

Coming to London meant I had to open my mind and leave all that prejudice behind in order to truly embrace this culture. It took a long time before I was able to understand the British sense of humour and dive into the history of the British culture to fully understand the functionalities of the society. I might have gushed about certain things as a foreigner, but living in the UK allowed me to also see a different side and have a discourse on the pros and cons of the way the UK functions.

Opening your mind will help you understand and accept the culture you’re going to live in – because coming in with a prejudice will make it that much harder to fully immerse yourself in the community.

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  1. Don’t speak your language

I first came to the UK as an au pair – and I immediately noticed that au pairs would hang out in groups and they’d only speak their mother tongue to make themselves feel more comfortable. While there’s nothing wrong with having a clique, you will never truly immerse yourself in the culture if you don’t learn the language of the country you’re living in and expand your network of friends to locals.

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  1. Erase the fears

Just like you should erase any prejudice, it’s important to erase any fears you might have about coming into a new culture. This includes fears about dealing with any paperwork, social life, or any day-to-day activity that might seem scary in a new culture. Luckily for you, there are plenty of ways you can reduce that stress. For example, if you’re stressing out over apartment hunting in your chosen city, you can always check out Spotahome where you can rent and view an apartment right from the comfort of your home.

Therefore You can also find plenty of online guides, such as this equality ranking which will help you to better understand the mindset of the society you’re moving into and the quality of life in your chosen destination.

It’s also worth noting that immersing yourself in a certain culture might be easier depending on the Immigrant Acceptance rate, which is available for almost every European country. With an overview on the equal opportunity issues, you’ll be able to have a peace of mind that life in a new culture isn’t at all as scary as it sounds!