Helping students make their writing fresh and colorful

I find this abstract from English with Jennifer‘s blog, a professional English teacher and I decide to share with you.

The community of online writers and educators makes the world a brighter place. Sharing ideas over the Internet has become so easy, and thankfully we can pass along good finds to our students with similar ease.

Have you ever come across a useful infographic? The truly helpful ones take time and effort to create. I appreciate Mr Jack Milgram . Open a new tab now and take a look at his 28 Boring Words Alternatives. Whether your students are writing an email, an essay, or slides for a presentation, this reference chart could come in handy.

A long list of word alternatives isn’t easily committed to memory, but with practice the more vibrant word choices will be become more familiar.

Happy writing

App per imparare le lingue

Mi piace parlarvi di nuove app create per imparare le lingue straniere perché sono facilmente accessibili e possono essere usate dove e quando volete! Oggi è la volta di Tandem, un’app per dispositivi mobili usata da più di 2 milioni di persone nel mondo e che offre più di 150 lingue, dalle più comuni alle più ricercate. Tandem è stata lanciata nel 2015 per iOs e nel 2016 per Android, quindi è molto recente!

Ho scaricato la app sul mio cellulare perché volevo vedere con i miei occhi il suo funzionamento. Prima di iscriversi bisogna rispondere a tre domande sui propri interessi, quali lingue si parlano già e qual è l’obiettivo di apprendimento con la app. L’iscrizione non è immediata, ma viene analizzata dal team che dovrà accettarla. La mia richiesta d’iscrizione è stata accettata nel giro di venti minuti. Una volta effettuato l’accesso l’utente deve “promettere” di comportarsi secondo le linee guida della app. In particolare, ho apprezzato molto che fosse chiaramente specificato che non si tratta di una app per incontri. La mia richiesta d’iscrizione è stata accettata, perciò posso cominciare ad utilizzare Tandem. Dal punto di vista estetico l’ app appare molto pulita e moderna, facile da utilizzare. Ci sono due community: una di studenti e una di insegnanti che offrono lezioni di lingua a pagamento. La community di studenti è composta da persone che vogliono praticare una o più lingue attraverso messaggi scritti, messaggi vocali e/o videochiamate. In base agli interessi e alla combinazione di lingue, vi saranno consigliati alcuni profili di studenti con cui poter interagire. A volte può risultare difficile trovare degli argomenti piacevoli di cui parlare con qualcuno che non si conosce, perché Tandem vuole facilitare il tutto offrendo la possibilità di giocare con l’altra persona: i quiz sono un’alternativa divertente al solito “che tempo fa nella tua città?” A questo punto vi starete chiedendo quanto possa costare un’app del genere. Beh, in realtà è completamente gratuita! Potete scaricarla sul vostro cellulare senza pagare nulla e divertirvi ad imparare una nuova lingua grazie l’ aiuto di un/una madrelingua!

Conoscete o usate già Tandem? Se già non la conoscete, dopo aver letto questo post siete incuriositi a vedere di cosa si tratta? Buona conversazione

Chocolate (Beet) Baked Doughnuts (makes 12)

I find this recipe for you! It’s a sweet recipe to improve your English vocabolary and your cooking skills!

Doughnut Ingredients:

  • 1 cup beet puree (instructions below)
  • ¾ cups gluten free flour (I make my own but pre-packaged works. Message me for ingredients)
  • ¼ cup oat flour
  • ½ cup almond meal (I dry out the almond pulp from making almond milk and then grind to make almond meal. But it can be store bought as well. Or you can just blend almonds until they become powder-like…not too long that they become almond butter though!)
  • 1 ½ tsp baking soda
  • ½ cup raw cocoa powder
  • 1/3 cup coconut palm sugar
  • 2 flax eggs (for 1 flax egg: 1 tbsp ground flax seeds and 2/5 tbsp water)
  • ½ cup unsweetened almond milk
  • 1 tsp apple cider vinegar
  • 1/3 cup maple syrup
  • ¼ cup melted coconut oil
  • Pinch Himalayan salt

Doughnut Directions:

  • For the beets: to make the beet puree, drizzle the washed beets with olive oil, wrap in tinfoil, place in the oven at about 400 F or 200 C for an hour. Once they are done, slip the skins off and place in a blender (if they are too dry, add a bit of water or almond milk until the consistency is of classic puree)
  • Preheat the oven to 375 F/ 180 C
  • Measure out the almond milk and add the vinegar. Stir and let curdle
  • Prepare the two flax eggs (mixing the flax with the water) and let sit for 5 minutes
  • Add the baking soda to the almond milk and vinegar mixture and stir (theoretically, it should fizz when you add the baking soda…but a few times mine didn’t and the recipe turned out just fine)
  • Add the coconut sugar, maple syrup and almond milk mixture to the flax egg and beat to combine
  • Add the beet puree, coconut oil and salt. Mix.
  • Add the cocoa powder, almond meal, out flour and gluten free flour blend. Beat to combine.
  • Divide the batter evenly between doughnut molds and even out the top with your fingers.
  • Bake for 25-30 minutes or until puffed up and a toothpick inserted comes out clean. (the timing depends on the size of the individual doughnuts)
  • Pop out of the doughnut mold tin and let cool completely

Chocolate Glaze Ingredients:

  • ½ cup plus 2 tbsp coconut palm sugar
  • 3 tbsp raw cocoa powder
  • 2 tbsp tapioca starch
  • 3 tbsp unsweetened almond milk
  • 2 tbsp cashew butter
  • seeds from 1 vanilla pod
  • pinch Himalayan salt

Chocolate Glaze Instructions:

  • Add the sugar, cocoa powder, tapioca starch and salt to a large bowl and mix.
  • Combine the almond milk, cashew butter and vanilla in a small bowl and beat until fully mixed
  • Add the wet ingredients to the dry ingredients and beat (I used my KitchenAid mixer but a hand mixer would work as well. Beat on low at first and increase speed for a couple of minutes.)

*I found and used the original recipe for this Vegan Chocolate Ganache Glaze on one of my favorite Vegan recipe blogs: The Vegan 8. The original recipe can be found here: Vegan 8 Chocolate Ganache/Glaze

The only difference is, I sub out the almond butter for cashew butter but they are both amazing!

Assembly:

Glaze the doughnuts and decorate with whatever your heart desires at the time (or whatever you can find lying around the kitchen!)  I used raw cocoa nibs for some, bee pollen for others and goji berries.

Store in an airtight container. ENJOY.

Where to practice speaking English

 

Siamo in estate, evviva!!! Molti di voi andranno all’estero per una vacanza-studio, per conoscere paesi e città, per rilassarsi in una spiaggia incantevole in coppia o con tutta la famiglia! Quindi avrete modo di parlare un pò d’inglese. Altri invece, sono più intenzionati ad imparare o ad esercitarsi con la lingua inglese anche da casa o in ufficio durante un break. Ecco alcuni suggerimenti to practice speaking English (naturalmente per chi “mastica” un pò d’inglese) per tutti gli altri ci sono io!!! www.loradinglese.it:

► Most English learners want to practice speaking. I suppose you aren’t an exception. Have a look at Jack’s project To Fluency then. Or get yourself a teacher or a language helper on italki. They say it’s  easy, authentic and affordable – cheaper than most language schools or private teachers.

► If you are open to the idea of language exchange, try this website where you can search for exchanges anywhere in the world! Or this one – Babelvillage, where you must register (for free) before searching.

MeetUp is a site where you can find groups of people doing whatever. Go hiking together, play sports, do yoga, organize dinner parties or language meetings, and many more. Check it out. You may find like-minded people.

►There’s a new site for learning English – Verbling. They offer lessons on skype with native speakers. I don’t have any experience with it; I don’t know how much they charge. So explore it yourself.

Babbel is another site for learning languages online. Again, I have no personal experience with it.

 

Il certificato di laurea da tradurre

Il certificato di laurea da tradurre è uno dei documenti che molto spesso mi viene richiesto, perché oggi molti laureati si iscrivono ad un master in una facoltà straniera, cercano lavoro all’estero, o ancora perché richiesto dal datore di lavoro straniero.

Serve sempre tradurre tutto? E soprattutto, traduzione giurata o certificata?
La risposta è: dipende.
La regola d’oro è chiedere all’autorità straniera che riceverà i documenti per sapere esattamente cosa vuole. Dopodiché, è possibile:

tradurre tutto
ottenere una traduzione dalla propria università (è questo il caso per molte facoltà)
verificare con l’ente che riceverà i documenti se necessita di un diploma supplement, un documento integrativo rilasciato dall’università in inglese che fornisce spiegazioni rispetto al percorso accademico effettuato (per maggiori informazioni http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/universita/diploma-supplement)

Per quanto riguarda l’asseverazione o certificazione, dipende dal paese di destinazione e dall’uso.
Per UK, Canada, USA spesso è sufficiente la certificazione, mentre per altri paesi (Germania, Francia, Spagna) si richiede l’asseverazione.

Ovviamente cambiano i costi e i tempi, perché sono due procedimenti diversi. Se nel caso della certificazione il traduttore non si muove da casa e non ci sono marche da bollo, per l’asseverazione deve spostarsi in tribunale, apporre le marche da bollo, depositare la traduzione in procura per la successiva apostille. (La traduzione asseverata di un documento destinato all’estero, eseguito da un Traduttore Ufficiale iscritto all’Albo dei Traduttori ed Interpreti, deve essere successivamente legalizzata con il timbro APOSTILLE o con il timbro legalizzazione. L’apostille viene messa sulle traduzioni asseverate che devono essere presentate in uno dei paesi che hanno ratificato la convenzione dell’Aja).

Do you speak Italian?

Do you speak Italian? Tornando a casa in treno ho letto un articolo molto interessante ma che fa riflettere molto di Sara D’Agati, (direttrice editoriale di The new’s room) dalla rivista La Freccia sulla poca conoscenza e diffusione dello studio della lingua italiana. Buona lettura:

La capacità di un Paese di incidere sulle dinamiche internazionali e attrarre turismo, talenti e investimenti dall’estero passa per diversi canali e strumenti: uno di questi è, senza dubbio, la lingua. Lo sanno bene gli americani, che negli anni hanno investito centinaia di migliaia di dollari per promuovere lo studio dell’inglese all’estero, i cinesi che stanno incrementando programmi governativi per l’insegnamento del loro idioma in tutto il mondo, la Francia che ha una piattaforma media di trasmissione all’estero in francese 24 ore su 24. Noi, invece, non soltanto investiamo poco nell’insegnamento della nostra lingua, ma non abbiamo neppure piattaforme che trasmettano in italiano oltreconfine né che parlino del Belpaese in inglese al resto del mondo. Il risultato è che il racconto che di noi giunge all’estero è continuamente filtrato dai media di altre nazioni, in particolare anglosassoni. Se disintermediare il racconto è di fatto una priorità, è altrettanto essenziale promuovere lo studio dell’italiano a livello internazionale, facilitando così gli scambi e gli accordi commerciali e incentivando il turismo che, nonostante ci veda primi al mondo per quantità di siti Unesco ci trova soltanto al quinto posto per numero di visitatori l’anno, in coda a Francia, Stati Uniti e Spagna. Senza contare che, da sempre sinonimo di edonismo, bellezza e creatività, l’italiano è anche un business fa vendere di più. Lo dimostra il crescente fenomeno dell’Italian sounding, che vede l’utilizzo di termini nostrani per promuovere prodotti (come la pasta shuta tedesca, il pecorino cinese o gli spaghetti meatballs americani) che di tricolore non hanno nulla. Ciò mostra come, ancora oggi, in un’era di rapide trasformazioni, nell’immaginario collettivo continuiamo a essere associati alla tradizione di qualità e all’eccellenza enogastronomica. Non è un caso che non esista uno Spanish o un German sounding. Solo negli Usa, le imitazioni dei nostri formaggi fruttano ben due miliardi di dollari. Nel complesso il fatturato dell’Italian sounding, nel solo settore agroalimentare, ha superato i 60 miliardi di euro, quasi il doppio del fatturato delle esportazioni nazionali degli stessi prodotti originali.

La nostra è la seconda lingua più usata al mondo dopo l’inglese nelle insegne commerciali e nella presentazione dei prodotti, ma del suo potenziale attrattivo sembrano essersi accorti tutti, tranne noi. Nonostante sia mancato finora un piano di promozione governativo, il numero delle persone che la studiano continua a crescere: 2,5 milioni di stranieri nel 2016, contro l’1,7 del 2015. Vettore di crescita economica e strumento essenziale di espansione culturale e di politica estera, l’esportazione dell’italiano non deve quindi essere lasciata a iniziative isolate dei singoli, ma incentivata e promossa attraverso una strategia di governo integrata che coinvolga istituzioni, privati e professionisti della cultura. Non è un caso che la sua diffusione all’estero sia stata identificata come asse prioritario nel piano di rilancio internazionale del Paese promosso recentemente dalla Farnesina. Incentivarne ulteriormente lo studio significherebbe accogliere studenti stranieri in Italia, contrastando in parte quel fenomeno che ci vede tra gli ultimi in Europa in quanto ad attrattività di giovani talenti, e tra i primi protagonisti della cosiddetta fuga di cervelli. Inoltre spingerebbe a una conoscenza più profonda della Penisola e del nostro stile di vita, contribuendo a favorire la creazione di una classe dirigente all’estero italiofona e italiofila. La lingua, dunque, è un’altra di quelle risorse nostrane tanto amate oltreconfine quanto sottovalutate all’interno, che invece varrebbe la pena curare e incentivare. Perché promuovere l’italiano non significa soltanto difendere il passato, ma anche rilanciare il futuro.

 

 

Qual’è l’inglese che serve in azienda?

L’inglese che serve in azienda si può riassumere in 4 punti principali:
1. Telefonate: se devi fare una conversazione telefonica, il telefono non sarà più un problema. Quindi allenati con questo sito http://www.talkenglish.com/lessonpractice.aspx?ALID=483 dove potete ascoltare e leggere un’intera conversazione.
2. Email: qui servono frasari da tenere pronti: uno utile ed economico è questo: http://www.giunti.it/libri/linguistica/business-letters/
3. Small talk/conversazione: e adesso cosa dico? Pratica, signori, tanta pratica. Bisogna trovare occasioni per parlare, che sia un corso via skype, un corso in presenza… Per essere pronti nella risposta bisogna essere abituati a parlare. Per avere argomenti invece, si può guardare qualche video di Ted.com 
4. Presentazione (dell’azienda, del proprio lavoro, dei propri prodotti/servizi): qui servono termini tecnici del proprio settore, dati numerici, statistiche, ma soprattutto una forma di presentazione che permetta di spiegare qualsiasi cosa in modo rapido e incisivo. E poi potete andare in fiera, parlare con un fornitore, con un cliente.

Corsi d’inglese

I corsi si rivolgono a chi vuole mantenere vivo il proprio inglese, attraverso lo studio della grammatica inglese e ad una conversazione mirata all’acquisizione di nuovi vocaboli.

LIVELLI: Fai il test per capire il livello del tuo inglese. http://esltutor.net/test-english/ (in questo sito vi dovete registrare). https://learnenglish.britishcouncil.org/en/content

Vantaggi

  1. I corsi sono totalmente personalizzabili, in base alle vostre esigenze di tempo e contenuto.
  2. Non solo corsi di lingua, ma language coaching: vi fornirò gli strumenti per proseguire la vostra formazione autonomamente, anche oltre il corso stesso. Approfondiremo inoltre aspetti relativi alle tecniche di memorizzazione e alla scoperta del proprio profilo di apprendimento, rispondendo alle classiche domande: perché non ricordo le parole che imparo? Come posso continuare oltre il corso? Capisco se leggo, ma se mi parlano no, come posso fare?

Percorsi di lavoro:

Il corso prevede un totale di 10/20/30 ore di lezione individuale per ogni corsista, in base al pacchetto ore scelto compatibilmente con i propri impegni.  All’inizio del corso i corsisti riceveranno il materiale e individuare assieme le tematiche o gli argomenti di più interesse.
Per tutto il corso è prevista assistenza via e-mail in qualsiasi momento, per qualsiasi dubbio. Naturalmente per gli studenti delle scuole secondarie di I° o II° si decide assieme al genitore o al ragazzo /a stesso il programma didattico da seguire in correlazione con quello svolto dall’insegnante di lingua inglese. Corsi su misura, idonei per chi vuole finalmente imparare la lingua inglese.

INGLESE BASE Creare un rapporto diretto con le persone di altre parti del mondo è fondamentale oggigiorno. Per farlo, dovete parlare la loro lingua, o una lingua che possano capire e quasi sempre è la lingua Inglese.

CONTENUTI: • Grammatica di base • Inglese commerciale di base (telefonico e email per chi deve imparare l’inglese per motivi di lavoro) • General English e conversazione LIVELLI: principianti assoluti, falsi principianti, pre-intermedio, intermedio, avanzato.

CONVERSAZIONE IN INGLESE Il corso perfetto per chi non pratica spesso l’inglese: per mantenere il lessico acquisito, apprenderne di nuovo e migliorare la fluidità del parlato. CONTENUTI: Da concordare con i corsisti. La conversazione verrà svolta sulla base di materiale scritto, video e audio in lingua relativo agli argomenti scelti, al fine di ripassare il lessico già acquisito e aggiungerne di nuovo, stimolando allo stesso tempo la comprensione orale. LIVELLI: base, intermedio.

INGLESE COMMERCIALE Un corso mirato in base alle specifiche esigenze dell’impresa per gestire più efficacemente i rapporti con l’estero già esistenti o avviarne di nuovi. CONTENUTI:  Telephone English, Corrispondenza commerciale, Business English (trattativa commerciale, presentazioni, fiere) LIVELLI: intermedio e avanzato.

Per ulteriori informazioni, contattatemi info@loradinglese.it/contatti

Traduzione asseverata: come si fa?

per una traduzione giurata (asseverata/ufficiale)

– documento originale
– traduzione
– verbale di asseverazione (giuramento)
– marche da bollo
– traduttore giurato (certificato/ufficiale)
– tribunale/ufficio competente
Procedimento:

porta il documento originale dal traduttore giurato (o certificato, o ufficiale…sono la stessa cosa). Il tuo compito finisce qui, da questo momento in poi farà tutto il traduttore.

Il traduttore effettuerà una traduzione precisa, riproducendo anche l’impaginazione del documento e riportando tutti i timbri e le firme e apponendo le marche da bollo.
Dopodiché, sempre il traduttore porterà il documento originale insieme alla traduzione e al verbale di asseverazione (o giuramento) in tribunale  per asseverarlo (giurarlo).
Se il documento resta in Italia, basterà l’asseverazione. Se invece è destinato all’estero, dovrà essere legalizzato (ci vuole qualche giorno in più).

Contattami per un preventivo o per ricevere informazioni!

Traduzione asseverata e certificata

INFORMAZIONI SULLA TRADUZIONE ASSEVERATA E QUELLA CERTIFICATA… LE RISPOSTE A TUTTE LE TUE DOMANDE

La traduzione sarà sottoposta a giuramento in Tribunale, per garantirle la stessa valenza legale dell’originale. Per certificati di nascita, diplomi, lauree….
Lavoro come insegnante e traduttrice di inglese.
Infondo la mia personalità in corsi individuali o di gruppo, incentrati sugli studenti e sulle loro reali esigenze. Inoltre fornisco traduzioni accurate e veloci in lingua inglese o francese, per permetterti di raggiungere i tuoi obiettivi: che sia iniziare una nuova vita in un altro paese, ottenere una certificazione, trovare lavoro.

Le certified translations sono traduzioni valide in alcuni paesi, come il Regno Unito, in cui il traduttore munito di numero di iscrizione a un ruolo degli Esperti dichiara che la traduzione eseguita è fedele all’originale.

Rispetto alle traduzioni giurate, ci sono alcune differenze:

  1. Il traduttore deve essere iscritto a un ruolo/albo (ruolo degli esperti della Camera di Commercio, Albo dei CTU del Tribunale) e quindi essere munito di un numero di iscrizione, che potrà riportare nella dichiarazione che accompagna la traduzione.
  2. La traduzione non passa per il Tribunale, quindi c’è un risparmio di tempo e soldi (non sono necessarie le marche da bollo). In termini pratici: una traduzione certificata può costare la metà di una giurata (chiaramente il mercato è libero e ogni traduttore decide la propria tariffa, io in questo momento parlo per me), e sarà pronta in un giorno invece di 4 giorni (tempo necessario per recarsi in tribunale e asseverare la traduzione di fronte ad un segretario).
  3. La traduzione certificata NON può essere apostillata o legalizzata, proprio perché non viene asseverata davanti a un funzionario giudiziario che appone la propria firma.
  4. La traduzione certificata può essere successivamente asseverata (giurata) e legalizzata.
  5. La traduzione certificata NON è valida in tutti i paesi. Deve essere esplicitamente richiesta.